Lean Manufacturing – Il modello orientale invade l’occidente

La traduzione letterale di Lean Manufacturing è “produzione snella”. Il termine è stato coniato da John Krafcik nel suo articolo del 1988, “Triumph of the lean production system”, basato sulla sua tesi di laurea al MIT Sloan School of Management. Questa espressione è stata poi ripresa dagli studiosi Womack e Jones nel libro “La macchina che ha cambiato il mondo”, in cui i due studiosi hanno per primi analizzato nel dettaglio e confrontato le prestazioni del sistema di produzione dei principali produttori mondiali di automobili con la giapponese Toyota, rivelando le ragioni della netta superiorità di quest’ultima rispetto a tutti i concorrenti.

Il mondo della Lean Manufacturing è fatto di poche regole e pilastri principali. Il sistema

fu creato attorno all’eliminazione degli sprechi e alla prevenzione degli errori, puntando ad “automatizzare con un tocco umano” i processi produttivi. Eppure, questo mondo è

visto dalla maggior parte delle persone come qualcosa di complesso e difficile da comprendere.

Questa visione ha creato, nel corso degli anni, una sorta di diffidenza e resistenza da parte degli utilizzatori di macchine utensili verso questo metodo e le soluzioni che esso propone. Perché?

Ciò accade perché l’applicazione della Lean Manufacturing nei processi produttivi metalmeccanici è affidata a professoroni e consulenti che, invece di semplificare la vita alle persone, si riempiono la bocca di parole complesse e tecniche iper-difficili da applicare (a volte anche da pronunciare!). In sostanza, pur di vantare le loro competenze, questi signori usano un linguaggio incomprensibile e fanno un elenco infinito di tecniche, di cui la maggior parte poco applicabili. A questo va aggiunto che il 90% dei consulenti racconta la Lean Manufacturing come l’ha capita, e ciò non corrisponde quasi mai alla realtà.

Lean Manufacturing = semplicità!

Si è creato invece un vortice di informazioni complesse e sbagliate, che genera una situazione di blocco mentale e di resistenza da parte delle aziende nell’applicare i semplici concetti base della Lean Manufacturing. Concetti che, se applicati, potrebbero ribaltare totalmente e positivamente le sorti delle aziende di produzione.

Le basi della produzione snella sono: eliminare gli sprechi; automatizzare il processo di produzione, analizzando numericamente ogni singolo aspetto con precisione.

Tutte le attività che consumano risorse senza produrre un valore rappresentano sprechi per il sistema (in giapponese vengono chiamati “muda”). Il sistema produttivo si può dire tanto più efficiente quanto minore è il consumo di risorse necessario per eseguire la produzione; tutti gli elementi che provocano un aumento dei costi senza generare valore non sono necessari e devono essere minimizzati.

Ogni forma di spreco è legata alle altre: la sovrapproduzione richiede mezzi e lavoro in eccesso; ciò comporta un aumento delle scorte e dello spazio utilizzato. Spesso inoltre esistono aree in cui lo spreco è comunemente accettato come parte dell’attività lavorativa e non ci si presta attenzione: è da

queste situazioni, più difficili da individuare, che si possono trarre grandi guadagni dopo aver ridotto gli sprechi più evidenti.

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